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PARCO ARCHEOLOGICO DELLE ISOLE EOLIE

 

 

Le sette isole di Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea, Salina, Alicudi e Filicudi costituiscono l’arcipelago di origine vulcanica delle Eolie, nel mar Tirreno meridionale lungo la costa nord della provincia di Messina, e dal 2005 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Nelle isole di Lipari, di Panarea, di Filicudi e di Salina sono state individuate delle zone quali Aree del Parco Archeologico delle isole Eolie.

A Lipari presso la rocca del castello o acropoli di Lipari si trova la sede principale del Museo Archeologico Eoliano Regionale “Luigi Bernabò Brea”, composto da 6 sezioni, circa 40 sale e contenente importanti reperti ritrovati negli scavi condotti negli anni ’50 dagli archeologi Bernabò Brea e Madaleine Cavalier. Il museo è in continua evoluzione in quanto si arricchisce costantemente di reperti recuperati da scavi o da ritrovamenti subacquei;

il Parco archeologico in contrada Diana: è un’area situata nella zona centrale del paese dove si possono osservare i resti di una cinta muraria dell’età greca, i resti di alcune abitazioni di epoca romana, numerose tombe ed alcuni sepolcri sotterranei;

le Terme di S. Calogero: poco distanti dal centro del paese, nella zona dell’ottocentesco stabilimento termale, durante alcuni scavi archeologici, sono stati ritrovati un’ antica tomba a thòlos del periodo  miceneo, e scoperto l'impianto termale più antico del mondo, composto da canalizzazioni e relativa caldaia che si ipotizza risalire al XVII sec. a.C.;

A Panarea, sul promontorio di Punta Milazzese si possono vedere le forme di un villaggio preistorico risalente all’età del bronzo con circa 21 capanne di sagoma tonda o ovale nelle quali sono stati recuperati vasi, resti di fusione in rame oltre a manufatti d’importazione micenea;

A Filicudi, la Montagnola di Capo Graziano con il suo villaggio ed i resti di 27 capanne a forma ovale e la zona archeologica di Filo Braccio, testimonianza dell’età del bronzo, entrambi scoperti dall’archeologo L.B. Brea, mentre nella sezione del Museo regionale, sita nei pressi del porto turistico, sono custoditi reperti rinvenuti nelle capanne del villaggio e nei fondali circostanti l’isola;

A Salina è visibile il villaggio di Portella, fra S. Marina e Capo Faro, con i resti di ca. 25 capanne costruite con pietrame a secco;

Nella frazione di Lingua, piccolo borgo sul mare con la presenza dell’omonimo Laghetto di acqua salata, dichiarata zona a Protezione Speciale, sono presenti alcune vasche del periodo greco;

in contrada Barone sono ancora visibili resti murari appartenenti alle antiche Terme di età romana oltre a resti di una vasca (frigidarium) e di rimanenze dei sistemi di riscaldamento delle acque (tepidarium e calidarium). Successivamente questo manufatto, in tarda età romana, è stato trasformato in fabbrica per la lavorazione del pescato;

nel sito di Rinicedda a Rinella, nel comune di Leni, rimane un'unica capanna di un insediamento umano del periodo neolitico.

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