Museo Civico Castelluzzo
Nel 2021, il 28 agosto, è stato inaugurato il Museo Civico Castelluzzo, luogo della memoria e della bellezza contemporanea grazie a importanti donazioni pittoriche e scultoree di pregio. Il Museo sorge in Via Mistretta, antica strada che collegava il paese di Castel di Lucio al paese di Mistretta, passando accanto alla Chiesa dello Spirito Santo giungendo al fiume Tusa che attraversava il ponte e un antico mulino ad acqua. Il Museo è ospitato nella bella struttura del Centro Polivalente “Giuseppe Regina” e gode un ampio, stupendo panorama sui Monti Nebrodi. Ospita opere di pittura e scultura donate da artisti contemporanei attualmente d'identità siciliana. Anna Napoli con la sua collezione Gente dei Nebrodi, gente dì Sicilia ha dato il via in modo sostanziale alla realizzazione del progetto donandola al Museo nascente e coinvolgendo nell'iniziativa il mecenate Ettore Mammana che ha contributo con l'acquisizione dell'opera molto significativa dal titolo “Partenza”. Altro contributo importante elargito dall'imprenditore Michelangelo Mammana è stato destinato all'arredo e all'allestimento della struttura espositiva. Attualmente oltre alle opere donate dall'artista Anna Napoli si collocano gli artisti Luigi Scaduto, Letizia Marchione, Mariella Ramondo, Gianni Provenzano, Antonino Liberto, Salvatore Valenti con le rispettive donazioni.
Il Museo, domina le vallate dei Nebrodi, ricche di arte e storia dove sono presenti due parchi importanti, quello che da 2400 anni continua a parlare di arte e bellezza, attraverso gli scavi di Halaesa con la sua agorà e i suoi templi e quello con le opere d'arte contemporanee della Fiumara d'arte di Antonio Presti.
Museo Civico Castelluzzo Via Mistretta
98070 Castel di Lucio (Messina)
tel 0921 384631
sito web:https://comune.casteldilucio.me.it/vivere-il-comune/luoghi/museo-civico-castelluzzo-via-mistretta-castel-di-lucio-98070.aspx
museocivicocastelluzzo@gmail.com
https://www.facebook.com/museocivicocastelluzzo
Castel di Lucio, trovandosi immerso nella Fiumara d'arte, offre ai visitatori l'opportunità di apprezzare le bellezze dell'arte contemporanea, immerse in un suggestivo ambiente naturale. Quella realizzata da Antonio Presti, mecenate messinese che ha disseminato lungo il letto del fiume Tusa alcune colossali opere d'arte realizzate da artisti provenienti da tutto il mondo è la produzione artistica più rilevante del Novecento che ha interessato la Sicilia. Alcune tra queste opere ricadono proprio nel territorio di Castel di Lucio.
Percorrendo la strada provinciale 176 da Tusa verso Castel di Lucio, si trovano nell'ordine:
Una curva gettata alle spalle del tempo di Paolo Schiavocampo, il Labirinto di Arianna di Italo Lanfrendini, Arethusa di Pietro Dorazio e Graziano Marini.
Arethusa
E' il sogno di colorare gli edifici perchè le città diventino esplosione di gioia. Ma è anche il recupero di una tradizione tra le più antiche della decorazione architettonica attraverso l'uso di uno dei materiali più ricchi di fascino inventati dall'uomo.
Labirinto di Arianna
E' sufficiente proseguire un paio di chilometri lungo la provinciale, sempre in direzione Pettineo, e sulla destra si incontra una deviazione per il Labirinto di Arianna, l'opera forse più suggestiva dell'intera Fiumara. Posta su un'altura che domina tutta la vallata del fiume Tusa si trova questa ciclopica costruzione circolare in cemento, sulla quale si erge una sorta di arco a sesto acuto.
E' una descrizione molto geometrica, se si vuole, per l'opera di Italo Lanfrendini che rimanda ai primi insegnamenti della vita e della nascita. Il labirinto è in realtà un grande grembo, al quale si accede per andare alla ricerca di se stessi per poi rinascere.
Una curva gettata alle spalle del tempo
Proseguendo ancora sulla provinciale per Pettineo, si incontra l'ultima opera della Fiumara che ricade in territorio dl Castel di Lucio: Una curva gettata alle spalle del tempo, di Paolo Schiavocampo. Quest'opera è una sorta di spartitraffico tra due strade in uno spazio che traccia una curva a gomito tra due vie: la nuova strada e la vecchia. La parte centrale dell'opera riproduce in senso verticale il movimento della strada che sale e unisce il passato e il futuro, recuperando ciò che è stato (i luoghi, la quiete, le cose e le tradizioni) proiettandolo, dopo una pausa, al futuro.
Secondo le intenzioni dell'artista, il tempo svolge in quest'opera una grande funzione, perchè esso è presente sia nel movimento delle linee, sia nella strada, sia nelle pietre e quindi nei materiali, permanendo sospeso proprio in virtù di quello spartitraffico.