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LA GROTTA DI SAN TEODORO

 

 

A Pizzo Castellaro, alle pendici del Monte di San Fratello, nel territorio del comune di Acquedolci si apre la grotta di San Teodoro, dedicata al santo (San Teodoro martire dell'iconoclastia) dai monaci basiliani che vi si rifugiarono in fuga dall'iconoclastia dell'oriente, i cui primi rilevamenti documentati risalgono alla seconda metà dell'800.

È situata a 140 m di altitudine, profonda circa 70 m e si è formata in seguito a fenomeni carsici in prossimità del Riparo Maria.

Gli scavi condotti nella porzione di terreno antistante la grotta ha rivelato la presenza di un bacino lacustre risalente al pleistocenico e resti di ippopotamo endemico siciliano ma anche di altri animali come elefanti, cervi, orsi, lupi iene, bisonti e altri riferibili a periodi successivi.

All'interno, scavi appofonditi hanno portato alla luce i resti di sette scheletri umani, cosa di estrema importanza rivelatrice della presenza di una popolazione nel territorio durante quel periodo, alcuni sono riconducibili a vere e proprie sepolture (denominati Theo e Thea), come dimostra lo strato di terra ocra di cui erano ricoperti, interessante la scoperta anche di manufatti litici e residui di oggetti ascrivibili alla caccia e alla vita quotidiana.

Per approfondire:

BROCHURE

- Pubblicazione: LA GROTTA DI SAN TEODORO

PREISTORIA AD ACQUEDOLCI

- PROLOCO ACQUEDOLCI