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Necropoli di ABACENA (Abakainon) - TRIPI

 

          

 

Nella valle tra Tripi e Novara di Sicilia, nei Monti Nebrodi in C.da Cardusa, vi sono i resti archeologici di una Necropoli, ove sorgeva l’antica città di Abakainon (Abacena) le cui origini risalgono al paleolitico superiore o al neolitico medio, la cui presenza è documentata sia nell’età del bronzo che  in quella del ferro, sino all’arrivo degli invasori greci.

I suoi abitanti (abacenini), di origine Sicula, fondavano la propria economia sull’agricoltura, sulla pastorizia e sull’artigianato, per cui essi intrattennero, in un primo momento, rapporti commerciali con i conquistatori, scambiando i prodotti di loro produzione con manufatti ed utensili. Ma col passar del tempo i colonizzatori cominciarono a vessarli con dazi ed imposizioni, per cui gli abacenini, per sottrarvisi, strinsero alleanza con altre città sicule. Nel 459 a.C. la coalizione attraversò un momento di splendore sotto la guida di Ducezio, ma questi venne poi sconfitto nel 452 a.C. nella battaglia di San Cataldo contro Siracusa ed Akragas, in seguito alla quale fu esiliato a Corinto. Tornato in Sicilia, fu però annientato a Noe (Novara di Sicilia).

Abakainon si ritrovò così senza guida, ma dovendo scontrarsi contro la politica espansionistica di Siracusa, si alleò con Cartagine. La città subì però un altro duro colpo quando i cartaginesi furono vinti e sottomessi dal tiranno di Siracusa, Dionigi, fondatore della città di Tindari. L’esito di questa nuova sconfitta fu per Abacena la perdita di vasti territori. Dionigi affrontò nel 393 a.C. nuovamente i cartaginesi, capeggiati dal Pretore Magone nella battaglia di Campogrande, dove venne sconfitto. I rapporti tra gli abitanti di Abacena e I cartaginesi s’interruppero definitivamente con l’avvento in Sicilia di Agatocle, nel 316 a.C., il nuovo tiranno di Siracusa, che riunì le città siciliane (tranne Agrigento che mantenne l’indipendenza) in un unico regno, da lui capeggiato, nel 304 a.C.. Abacena, in seguito alla sconfitta da parte dei romani durante la prima guerra punica, fu a questi sottomessa. Pertanto decise di allearsi con I mamertini, ma con l’avvento di Gerone II, tiranno di Siracusa, che sconfisse I mamertini.

Abacena trascorre un lungo periodo sotto il dominio romano. Viene eletta municipium nel 262 a.C., cambia il nome in Abacaenum o Abacaena e riacquista splendore. Nel V sec. battè una propria moneta (litrai e hemilitrai). Ma le sorti, purtroppo, si rovesciarono a causa della forte pressione fiscale e, successivamente, della sua distruzione forse da parte di Cesare Ottaviano o forse di un cataclisma, che costrinse i superstiti a spostarsi nella zona dell’attuale Tripi e Casale.

La storia che avvolge Abacena è in realtà molto misteriosa. Intorno al 1550 furono rinvenuti nell’area del castello (c.da Casale), i resti di un’antica civiltà con importanti reperti come monete d’argento e di bronzo con la dicitura Abakain, anfore e frammenti di ceramica. Ma anche reperti riferibili al neolitico e, in uno strato superiore, all’età del ferro. Negli anni ‘90 furono iniziati degli scavi in c.da Cardusa che portarono alla luce una necropoli di notevole importanza ai fini della rilevazione del tessuto urbano. Reperti straordinari: circa 150 sepolture, fornite del corredo funerario, la maggior parte dotate di veri e propri monumenti in pietra arenaria (epytimbia) dalla struttura tipicamente ascrivibile a determinate e varie tipologie con iscrizioni, lavori di oreficeria di notevole pregio, monete databili intorno al 460 a.C con raffigurazioni del cinghiale o della scrofa, unitamente a porcellini e ghiande (come è possibile rinvenire nei ritrovamenti relativi alla Magna Grecia), tipici della zona, altre monete sono del periodo di Gerone e, altre ancora, mamertine, (tutte le suppellettili sono custodite presso l’Antiquarium di Tripi).

I materiali della necropoli sono esposti nel Museo Archeologico “Santi Furnari” di Tripi.